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Un recente incidente che ha coinvolto un satellite Starlink ha riacceso il dibattito sull’inquinamento spaziale. Mentre il satellite numero 35956 subiva un’anomalia tecnica, ha smesso di comunicare con i team a terra e ha rilasciato diversi detriti nello spazio. Questo evento mette in luce le crescenti sfide legate alla gestione degli oggetti in orbita attorno alla Terra.
Le 3 informazioni da non perdere
Il satellite Starlink numero 35956, operante a un’altitudine di 418 chilometri, ha improvvisamente smesso di funzionare correttamente. L’anomalia ha provocato una “ventilazione” del serbatoio di propulsione e una caduta di altitudine di 4 chilometri, accompagnata dall’espulsione di diversi oggetti tracciabili. Ciò indica che probabilmente si è verificata un’esplosione interna.
LeoLabs, una società specializzata nel monitoraggio spaziale, ha rilevato “decine” di frammenti risultanti da questo incidente. Sebbene SpaceX non abbia confermato la causa esatta, è possibile che il satellite sia stato danneggiato da un impatto con un altro oggetto.
SpaceX, in collaborazione con la US Space Force e la NASA, si sforza di seguire la traiettoria dei detriti. L’azienda afferma che il satellite dovrebbe bruciare completamente durante il suo rientro nell’atmosfera, eliminando qualsiasi rischio per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e le popolazioni terrestri. I satelliti Starlink sono progettati per disintegrarsi completamente, minimizzando così i pericoli legati ai detriti spaziali.
L’orbita del satellite difettoso essendo ben al di sotto di quella della ISS, non c’è alcun pericolo per quest’ultima o per il suo equipaggio. SpaceX si impegna a rafforzare il monitoraggio e la gestione dei suoi sistemi per evitare futuri incidenti simili.
Dall’inizio della costellazione Starlink nel 2019, quasi 10.000 satelliti sono stati posti in orbita, e questo numero è in costante aumento. SpaceX prevede di aggiungere decine di migliaia di satelliti aggiuntivi, mentre Amazon e altri attori espandono anche le loro reti.
Questa proliferazione trasforma lo spazio orbitale in un ambiente affollato dove il rischio di collisione è elevato. Nel primo semestre del 2025, Starlink ha effettuato circa 145.000 manovre di evitamento, una media di quattro per satellite al mese. Questa cifra illustra la necessità di una migliore coordinazione tra gli operatori di satelliti.
Michael Nicolls, vicepresidente dell’ingegneria Starlink, ha recentemente sottolineato la mancanza di coordinamento nello spazio, citando un incidente in cui un satellite Starlink è stato sfiorato da un veicolo spaziale cinese a soli 200 metri. Questo tipo di situazione mette in evidenza l’importanza della cooperazione internazionale per evitare le collisioni e proteggere le infrastrutture spaziali.
SpaceX afferma di lavorare attivamente per identificare la causa dell’anomalia del satellite 35956. L’azienda sta già implementando aggiornamenti software per migliorare la sicurezza dei suoi satelliti e prevenire futuri incidenti.
Starlink, un progetto di SpaceX, è iniziato nel 2015 con l’obiettivo di fornire accesso a Internet ad alta velocità su scala mondiale. Da allora, l’azienda ha lanciato migliaia di satelliti in orbita bassa per creare una rete in grado di servire anche le regioni più isolate del globo. Sebbene il progetto prometta di rivoluzionare l’accesso a Internet, suscita anche preoccupazioni riguardo alla gestione dei detriti spaziali e alla saturazione dello spazio orbitale.